Scritto il lunedì, 26 ottobre 2009 in: cinema, orphan
Finalmente un film ben fatto, che riesce a sorprendere.
Devo dire che non ci avei scommesso un euro e invece..
Certo, riprende un po’ L’innocenza del diavolo e Il respiro del diavolo (sto diavolo..), strizzando l’occhio, come quest’ultimo, a Shining (pare che senza neve non è gioco..).
Il finale però propone una spiegazione inaspettata che schiarisce qualsiasi dubbio uno possa aver avuto riguardo certi passaggi.
Trasmette efficacemente un bel senso di suspence, anche in scene girate in luoghi aperti , di giorno e relativamente affollati e certe immagini danno proprio una grande inquietudine.
Merito sia del regista ma anche dell’attrice principale, veramente fenomenale.
Anche l’altra bambina è brava mentre i genitori, come personaggi (e di riflesso coem attori) lasciano alquanto a desiderare. Insopportabili.
L’unica cosa negativa, comune a praticamente tutti i thtiller e che ha scassato la uallera e quella di far credere il cattivo morto per poi farlo tornare.
Non se ne può più.
Voto: 7
DearM
Il solito bambino, in questo caso bambina, inquietante per motivi a noi oscuri. Ne avevamo visto uno ne “Il respiro del Diavolo”, interpretato anche da un attore in erba discreto. Devo dire che la giovanissima Isabelle Fuhrman (alla quale non fa onore la locandina) vince il confronto. Aiutata da un’altra brava mini-attrice (Aryana Engineer che interpreta Maxine), e dalla faccia da bamboccio dell’altro fratello, domina la scena rendendola avvincente.
Non si scade mai nell’horror demenziale o paranormale, è un thriller a tutti gli effetti con una risoluzione finale leggermente forzata, direi un caso davvero raro, ma che permette di rimanere con i piedi ben saldi al pianeta Terra. Sia lodato l'autore della trama.
Voto: 7
AxlR0se
Sarebbe bello un giorno vedere un film di Tarantino girato in maniera meno tarantiniana. Perché la regia tarantiniana è anche, troppo, la regia di qualcun altro e sinceramente questa cosa un po’ stufa.
Il film non è nemmeno male come storia però a prer mio troppo lungo e con troppe (auto)citazioni.
Ho apprezzato però il capitolo 1 e il capitolo 5 (ah ..i capitoli), mentre gli altri tre li ho trovati piuttosto noiosi.
Per quanto riguarda il cast bravi più o meno tutti; Brad Pitt no (vabbè, è una questione personale), troppo gigioneggiante..si, il personaggio lo richiedeva però boh, troppe faccine (chissà quanto gli sarà costato…)
Quasi ottimo invece Christoph Waltz, anche se soprattutto nel finale poteva essere più viscido.
Il finale il finale..che dire, un po’ banale, essendo il titolo incentrato sui bastardi..e per questa ragione mi aspettavo un po’ più di spazio per loro, che fosser un po’ più incisivi, svastica a parte.. Anche questa parte mi è sembrata piuttosto banale.
Molto bella invece la scena dell’incendio del cinema.
Poco però per gridare al capolavoro .
Voto: 6.5
DearM
Sono stanco. Stanco di sentire “genio”, “capolavoro” e simili. Vorrei trattenermi e parlare solo del film (questa recensione è stata tagliata, ridotta, censurata per certi versi), ma quando si tratta di un personaggio così “controverso”, qualche parola in più bisogna spenderla.
Non è che non mi piaccia Tarantino, è che non vedo tutto questo valore. Mentre in altri casi dormirei per settimane dopo aver visto una sua opera (o nel mentre). Non si possono meritare enormi encomi solo creando noiosi e prolissi polpettoni di citazioni (e ci sarebbe anche da discutere sul limite tra citazione – copia – remake ). Eppure il mondo sembra andare contro la mia corrente.
C’è poco da dire su “Bastardi senza gloria”, l’ennesima insalata mista tarantinata. Siamo arrivati al punto che non solo vengono citati grandi maestri del cinema, ma Tarantino cita pure se stesso, portando al limite la mia pazienza già duramente provata dal primo episodio di Grindhouse.
Seguiamo, con poca mimesi, le vicende fumettistiche di una seconda guerra mondiale reloaded, dove la monoespressività di Pitt fa a gara con lunghi dialoghi trascinati, pressoché inutili se non per far dire ai tarantinelli “Dialoghi geniali!”. Così tra un Austin Powers poco camuffato (quindi ridicolo) e personaggi per niente approfonditi, mere figurine bidimensionali, si arriva ad un finale forse inaspettato, nel bene e nel male.
Io spero che il rifiuto di Morricone per la colonna sonora (pessima), sia stato volontario e che l'essere stato impegnato per Baarìa sia stata una scusa. Inoltre sono stanco di sentire che Tarantino cita perfettamente Leone. Se voglio vedermi un film di Sergio Leone mi guardo un film di Sergio Leone, non una poco riuscita imitazione, perché parliamoci chiaro: Christoph Waltz (comunque bravo, soprattutto rispetto al resto) nella casa dei francesi non può minimamente competere con Lee Van Cliff in apertura de “Il buono, il brutto, il cattivo”.
P.S.
Ah e per chi esalta il fatto di dividere il film in episodi, scrivo che persino Luciano Ligabue divise “Radiofreccia” in capitoli. E non stiamo parlando di F. Ford Coppola ma di Ligabue.
Voto: 4,5
AxlR0se
Mi aspettavo molto di più da questo film, devo dire che lo attendevo come uno dei titoli che avrebbero risollevato questo anno di magra.
Invece niente di tutto ciò.
Ho trovato la sceneggiatura abbastanza approssimativa, ed è un vero peccato.
Il protagonista per metà film è insopportabile (per lo meno nel doppiaggio italiano, che credo comunque abbastanza vicino all’originale) e rivela anche una bella dose di coglionaggine. Dopo si riprende, passando da antieroe ad eroe però non mi convince per niente.
Gli alieni sono ben fatti e simpatici nel loro modo di parlare e a questo proposito mi chiedo: su quali basi qualcuno li capisce e qualcuno no? Tra l’altro personaggi così distanti tra loro, quali uno scienziato e una gang di delinquenti..
E poi, cosa è successo nell’astronave? Perché gli alieni non si rivoltano, essendo notevolmente più forti, in grado di dilaniare un uomo in due secondi? Perché non c’è cooperazione tra loro? Ho un elenco infinito di domande che mi ci vorrebbe troppo per scriverle tutte...
Secondo me è pure banale il fatto di ambientarlo a Johannesburg. Lo sappiamo che l’uomo impara bene la lezione, basta chiedere a Israele..
Insomma, anche questo film per me ha un titolo un po’ fuorviante perché io mi aspettavo tutt’altra cosa.
Comunque alla fine si passa del tempo senza noia, sperando non ci sia un sequel (o un prequel) coem il finale lascia pensare.
Voto:6
DearM
SPOILER PRESENTI
Non pensavo di venir colpito da una cosa che non sempre prendo in considerazione, ma quando ho visto gli effetti speciali mi sono sentito bene. Si, perché con soli 30 milioni di dollari sono riusciti a curare molto bene l’aspetto visivo. Accenno solo una cosa: “Barbarossa”, il film di un registucolo italiano, è stato girato con lo stesso budget, e qui potete vedere come sia stato speso (sempre che uno voglia credere che sia stato investito tutto, senza mmm mangiarsene un po’).
C’è da dire che ci sono delle sbavature e che la fine troppo aperta ad un sequel non mi è andata proprio a genio. Il problema è che tutto si apre come se fosse un documentario, quasi on the road, per poi diventare un film d’azione con il solito protagonista che deve riscattarsi, il tutto a metà tra mero intrattenimento e tentativo di denuncia social-politica. Un ibrido che non si amalgama proprio bene, un po’ come Wikus col braccio alieno. Tra parentesi troppo viene lasciato al non detto, credo a causa del fatto di rimanere sempre tra opera simbolica, ripeto quasi con intento di denuncia sociale, e film d’azione fine a se stesso che richiederebbe più approfondimenti.
I punti a favore sono dati dal protagonista che non ricopre proprio il classico buono e retto, agisce per opportunismo, spesso è odioso. Aggiungo la moglie che non è, come al solito, pronta a credere al suo amato marito. Inoltre, se vogliamo fermarci (speriamo) qui, non c’è l’happy-ending.
Bilanciando le cose, vorrei dare di più di un 6 politico, ma per ora credo vada bene.
Se la memoria non mi inganna, di Sam Raimi ho visto soltanto La Casa (anche il 2) e mi era piaciuto abbastanza.
Poi fece L’armata delel tenebre e già mi rifiutai vederlo perché troppo scemo per la mia idea di horror.
Così come Drag me to hell, decisamente troppo scemo e grottesco.
Il grottesco posso pure apprezzarlo ma il troppo scemo no.
Se questo è Il Raimi che tanti sbandierano, soprattutto per il suo ritorno all’horror, posso dire senz’altro che Raimi non mi piace.
Non ho capito se la sua intenzione era di fare una parodia, di prendere in giro il genere (e allora ci è riuscito benissimo) o se era invece quella di fare un prodotto “serio” e allora per me ha miseramente fallito.
O se voleva fare una via di mezzo, tra l’horror e lo scary movie.
Se poi si dovesse arrivare a dire “ma è Raimi” (formula usata per giustificare altri “geni”) allora taccio.
SENZA VOTO.
DearM
La trama è banale. Vista varie volte. Questo però aiuta l'intento di Raimi di parodiare il genere. Chi pensa di andare a vedere un horror che spaventa si sbaglia di brutto. Si, i colpi di scena ci sono (la scena nel parcheggio forse più del resto del film), ma sono funzionali alla presa in giro.
Sarà che conosco Raimi, almeno per la saga della casa, Armata delle Tenebre compresa *, allora ho visto il film senza pretese, prevedendo il finale telefonato, ma senza dispiacermi. Ci sono molti spunti di riflessione, per esempio il tema della bocca (molte scene si basano sull'organo in questione). Non urlerei di certo al capolavoro, ma è un film guardabile.
Ho sentito un po' il peso della morale, del tipo se fai una cosa sbagliata paghi le conseguenze. Anche se in realtà alla fine [SPOILER] anche la vecchia non pagava da un pezzo e quindi la protagonista ha fatto bene a liquidarla.
*Credo che il resto sia trascurabile...non amo Spiderman.
Tanto rumore per nulla. Questo è l’unico modo per definire quello che è successo intorno a questo film nel nostro paese, forse perché così poco abituato a puntare la telecamera verso se stesso senza la calza di nylon.
E’ chiaro che questo film non è per gli italiani che certe cose ce le hanno sotto gli occhi, ma per chi, dall’esterno, vuole sapere qualcosa in più su certe nuove caratteristiche del Belpaese.
Gli italiani, ovviamente quelli con un QI maggiore/uguale a quello di un macaco, alla fine di questo film non potranno che dire:”Bè, cosa c’è di nuovo?”
E’ chiaro anche che Gandini non è Michael Moore: il film è noioso e poco graffiante.
Veniamo ai personaggi che si incontrano in questo documentario: LELE MORA: Lele Mora di bianco vestito, abita in una casa tutta bianca. Forse ha visto Cool As Ice ed è rimasto colpito da Vanilla Ice, forse per equilibrare tutto il nero che ha dentro.
L’ho visto molto simile all’Erode rappresentato da Webber e Rice in Jesus Christ Superstar: un viscido attorniato da un harem di moderni freaks che se le cantano e se le suonano.
FABRIZIO CORONA: Corona esce quasi ripulito da questo lavoro; si autodefinisce un Robin Hood moderno, che ruba ai ricchi per dare a se stesso.
Discutibile quanto si vuole però è molto abile nel promuoversi e vendersi e a trarre da ciò che gli serve il massimo del beneficio.
Conosce il sistema e lo sfrutta.
C’è un RAGAZZO del profondo nord con il pallino della TV o anche del cinema, tutto fa brodo ormai; la settima arte è vista solo come un modo per essere famosi al pari di Amici.
E’ l’emblema di quelli che pur non sapendo fare niente pensano che in realtà siano gli altri a non comprenderli.
Delirio e paranoia: ricordate qualcuno?
Al massimo potrebbe rientrare in un remake de L’albero degli zoccoli, con quell’orribile accento ma a lui il pensiero non lo sfiora.
Poi c’è il protagonista più amaro: il PUBBLICO.
Vedere le facce estasiate della gente alla vista di Lele Mora, l’affanno per fare una foto con lui, l’essere pronti a tutto ai provini pur di avere qualche secondo di notorietà è veramente una delle cose più tristi e aberranti di questo paese.
Però tutto questo poteva essere trattato in maniera molto molto più aggressiva.
Invece è tutto molto blando, troppo soft, giusto la colonna sonora aiuta un po’.
Voto: 6 (per le intenzioni)
DearM
Le maggiori critiche accusavano il documentario del fatto che dicesse cose che si sanno da sempre. Questo è vero, ma direi che è da apprezzare il discorso, breve (poteva durare di meno), che mette insieme tanti elementi che fanno funzionare il meccanismo televisione/notorietà.
Inoltre il discorso del sapere già vale fino a un certo punto. Personalmente grazie alla visione di Videocracy ho rivalutato la figura di Fabrizio Corona. Non che l'apprezzi, anzi nel breve monologo dopo la serata come ospite in discoteca dimostra quanto sia vuoto a livello culturale e intellettuale; ma sicuramente è da ammirare come sia riuscito a inventarsi un lavoro, e stando a quello che ha detto sui guadagni una vita, sfruttando il sistema.
Invece è abbastanza disprezzabile Lele Mora, fastidiosamente ignorante e lascivo, mentre discorre nella sua villa presentando una scimmietta che ha deciso di far andare a Uomini e Donne.
Chi ne esce veramente distrutto sono gli italiani, vittime del piccolo schermo sia da spettatori che da apprendisti/e velini/e.
Non posso che condividere l’idea di Diego a inizio film, quando dice che è fiacco, la vita familiare non fa per lui.
Effettivamente un calo c’era stato già con il secondo episodio. In quest' ultimo, invece, gli autori hanno avuto la buona idea di dividere inizialmente il branco, sfruttando la forza dei singoli. Dura poco però, e allora viene giocata la carta “personaggio nuovo”, che come insegna Matt Groening non sempre può funzionare. Il furetto furbetto può sorprendere inizialmente, ma si rivela ripetitivo e fiacco in quelle che dovrebbero essere battute.
Guarda caso il ritmo incalza e l’interesse sale quando il gruppo si divide nuovamente nel finale movimentato e coinvolgente (da film d'azione). Resta solo Scrat, che nonostante sia anche “egli” vittima della deriva sentimentale, riesce a divertire come sempre (il poveraccio fa tutto il lavoro da solo insomma).
Spero comunque che sia finita qui.
Voto: 6-
AxlR0se
Sembra che ormai i filone accusi un po’ di stanchezza.
Si torna al tema della famiglia che sì, è un film per bambini buoni però ha pure un po’ stufato.
Manca delle tipiche gag, le poche battute che ci sono sono alquanto banali. Sembra più fatto per mostrare la buona grafica che per altro. Solo che la potenza è nulla senza controllo.
Salvo solo il buon vecchio Scrat per empatia, il resto è di una noia con pochi eguali in questo genere di film (per quel che ho visto io).
Manco Madagascar 2 è stato così noioso.
Qualcuno l’ha definito horror… son cose che fanno male al mio fegato queste.
Non ho mai amato il genere catastrofico, lo trovo noioso. Ho deciso comunque di dare una possibilità a Nicolas Cage, che trovo massimamente inespressivo, ma al quale sono affezionato per pochi film nei quali si possono ignorare certe cose (o considerare per aumentare il divertimento)*.
E’ stata dura arrivare alla fine, a mio parere deludente. Soprattutto sembra buttato lì, dopo aver fatto perdere tempo con messaggi che sembravano portare a qualcosa di logico. Non voglio rivelare nulla nonostante avrei da dire molto sul finale. Anche qui troviamo molte cose viste e riviste, messaggi da decifrare, misteriosi personaggi che spiano i protagonisti, il nostro eroe al quale nessuno crede. Peccato che non riescano a intrigare lo spettatore.
Gli effetti speciali invece sono eccezionali e allo stesso tempo terribili, perché riescono a far capire cosa significhi trovarsi in mezzo a una tragedia, al caos totale dal quale non si può fuggire (metropolitana). Inquietanti e sorprendenti.
*Indovinate quali? :P
Voto: 4,5
AxlR0se
Senza senso.
Un film completamente senza senso, con un attore protagonista altrettanto insensato.
Nicolas Cage è un altro di quegli attori imbarazzanti a cui pensi sia presa una paralisi facciale che non capisci come possano avere credito (anche tra il pubblico). Non ha nemmeno la bellezza dalla sua come un Brad Pitt o un Matt Demon, altri soci del club.
Sì, dovrei parlare del film ma non c’è proprio molto da dire.
Non si può nemmeno elevare al rango di cacata perché anche quelle bisogna saperle fare. E anche quelle hanno un senso.
Segnali dal futuro...già dal titolo non ha senso, visto che la trama è tutt’altra cosa. C’è da dire che però pure la trama ha ben poco a che fare con sé stessa.
Perché cominciare e portare avanti per tre quarti di film una cosa che alla fine non aveva alcun senso di esistere?
Oltretutto è pure noioso.
Peccato perché avrebbero potuto svilupparlo meglio, visto che l’idea iniziale non era malvagia.
Voto: 3
DearM
Scritto il domenica, 13 settembre 2009 in: cinema, s darko
Donnie Darko l'avevo trovato stupido, pretenzioso, noioso, che voleva sembrare molto più colto di quanto in realtà non fosse. Inutile aggiungere che quindi è uno dei film più sopravvalutati della storia.
Il mio masochismo mi ha portato a vedere questo sequel, diretto da un regista diverso (Chris Fisher), ma con esiti di giudizio uguali, se non peggiori, al primo.
Fisher cerca di giocherellare con le sovrapposizioni temporali un po' di più rispetto a Richard Kelly; e per fortuna, altrimenti avremmo assistito ad una mera fotocopia al femminile.
Non serve però ad alzare il livello (anzi peggiora le cose) di un film scontato, noioso, con dialoghi pessimi e citazioni buttate così come si farebbe con il bidone dell'indifferenziato. Senza senso, giusto per liberarsene.
Farà a gara con Muccino per il peggior film dell'anno.
Solamente dopo aver visto il film sono andato a cercare il trailer. Per fortuna che è andata così, perché in caso contrario avrei rischiato di non vederlo. Come al solito pilotano frammenti di dialoghi, riuscendo a mostrarti qualcosa che non è assolutamente “Fa' la cosa sbagliata”. Senza considerare quanto vengano sottolineati gli aspetti cari al popolo di segaioli italiani.
Se per certi aspetti il film racconta un pezzo di adolescenza banale, per altri riesce a far funzionare il tutto grazie alla buona mistura di situazioni surreali con dialoghi semplici, privi di pretese.
“A volte è giusto fare la cosa sbagliata” recita Ben Kingsley, ma in realtà non sempre sappiamo quale sia la scelta da fare. Così seguendo il titolo originale (Wackness*), la pellicola mostra come ogni persona agisca diversamente, non sempre in maniera coerente, né consapevole, ma secondo le proprie esigenze; e come nonostante sbagli molto, se non tutto, riesca a trovare il modo di rimettersi in carreggiata senza rendersene conto. Questa è la vita di ognuno di noi. Un argomento banale, scontato, ma rappresentato in maniera brillante.
Mi sembrava stonato il sorriso finale di Stephanie, insomma... che ti ridi?! Poi però ho pensato che è in linea con il personaggio da ragazza media, e allora si, ridi pure. AxlR0se
Voto: 6,5
Riprendiamo a pubblicare le nostre recensioni dopo il periodo di vacanza. Avrei da dire giusto due paroline su quello che chiamerei il periodo vuoto per i cinema italiani. Per mia ignoranza non so perché alcuni film arrivino qui dopo più di un anno, nei casi peggiori, mentre altri addirittura il giorno prima che escano negli USA (come per Wolverine). Quindi è naturale che se nelle settimane estive escano in media due film, io mi insospettisco e non posso far altro che credere che qualcuno decida cosa far uscire e soprattutto quando (Wall-E da dicembre 2007 passò al 2008, temevano una sconfitta sonora per i cinepanettoni?).
Anche questa è l’Italia, ma adesso cerchiamo di distrarci con Il messaggero.
Ennesimo film che cerca di sfruttare l’onda, a mio parere molto evanescente, del “tratto da una storia vera”.
Sarà che mi aspettavo, senza un motivo preciso, qualcosa di eccezionale; invece mi sono ritrovato un film che rimarca i soliti schemi dell’horror degli ultimi tempi. Semi interrati, locali nascosti all’interno della casa, la solita brutta storia che aleggia sulla dimora appena acquistata, i morti che cercano di dirci qualcosa. Insomma nulla di nuovo, che non mi ha per niente entusiasmato, a tratti annoiato con sequenze allungate inutilmente, fino ad un finale prevedibile che però può starci.
Altra pecca del film è il caricaturale sosia smilzo di De Niro (Elias Koteas), peggiorato grazie al doppiaggio italiano che gli ha “giustamente” assegnato lo stesso doppiatore post-Amendola. Per fortuna il protagonista, Kyle Gallner, si dimostra un attore promettente, calandosi magistralmente nella parte. Unica cosa positiva.
AxlR0se
Voto: 5-
Trama vista e rivista (case e presenze) però in un film conta sì il soggetto ma anche la realizzazione.
Il Messaggero per me è realizzato molto bene; in certi momenti pure troppo bene, con apparizioni a sorpresa che ti fanno saltare dalla sedia (come giustamente dovrebbe fare una sorpresa).
Bella l’atmosfera, belli i flashback, mi è piaciuta molto la parte introduttiva.
Molto bravo l’attore principale, mentre gli altri lasciano un po’ a desiderare.
E se vogliamo, pure il bambino, per quel poco che si è visto.
Però la trama... non solo già vista ma con delle cadute alle "volemose bbene" troppo... troppo.
Tutto sommato però secondo me sono più le cose positive che quelle negative per cui il mio voto è 6.
DearM
Voto: 6